Arrampicare nel Piceno


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San Giorgio Project

Era l'estate del 2007, un caldo pomeriggio d'agosto quando io, Gibbo e Berna, ci recammo a San Giorgio, falesia dei primi anni novanta. Berna la ricordava particolarmente fresca e ventilata, anche nelle giornate afose, quando ad Ascoli si "boccheggia".
Parcheggiammo l'auto in prossimità della stradina che conduce, in pochi minuti a piedi, sotto la parete e...non credevamo ai nostri occhi: il sentiero era quasi inagibile, mucchi di vegetazione ci impedivano di proseguire il cammino. Le pareti di roccia non erano certo in condizioni migliori: piante, rovi ed edera dappertutto. Arrampicammo su un 6a a forza di pulire terra e ciuffi d'erba.

Proseguimmo nella passeggiata un pò presi dallo sconforto: una falesia così grande, con spazi ampi ancora da spittare in un totale stato di abbandono e degrado.
Ma volgendo lo sguardo in alto, gli occhi esperti riescono ad immaginare anche attraverso la rigogliosa vegetazione le linee possibili. Così Gibbo propose a Berna di spittare una via "IL RITORNO", proprio per sugellare il loro ritorno insieme all'arrampicata dopo tanti anni (14 per Gilberto e 7 per Bernardino). Detto fatto nei primi di settembre la via era nata. Alla sua destra, coperta da un'edera aggrappata tenacemente alla parete, Gibbo affermò che sarebbe nata la seconda via, più lunga, poichè partiva dal sottostante settore Colpo Grosso e seguiva lo spigolo lungo tutta la parete: la Diana express, via a me dedicata...

Fondamentale poi fu l'incontro con Leandro Fares, appassionato di montagna ed instancabile lavoratore desideroso di mettere subito "le mani in pasta". Così, un pò per gioco, si è iniziato a pulire pareti e sentieri che, in diversi punti non esistevano proprio.
In pochi mesi sono stati attrezzati settori completamente nuovi, come Belvedere (parete a destra, ideale in estate), e Le terrazze (c'erano solo tre vie).

Il settore Nel Bosco presentava una fascia di roccia totalmente ricoperta dal verde; è stato pulito, riattrezzato il sentiero e spittate molte nuove vie, disgaggiati i massi pericolosi.

Nel settore Placca nera, oltre all'ampliamento dello spazio sottostante (c'era un sentiero strettissimo), è stata pulita la cengia per accedere alla fascia superiore.

Da qui si è migliorato l'accesso al settore Colpo grosso che è completamente trasformato con nuove vie, pulizia cengia sopra la via Colpo Grosso ed estirpazione dell'edera.

Ripristinati i sentieri che conducono al settore La Grotta e Muro dei Sogni (sono due sentieri che poi si ricongiungono ad anello); anche qui sono nate molte nuove vie, previo disgaggio di alcuni massi pericolanti, e sono state liberate dall'edera che le teneva prigioniere vie come la mitica Omeopatix 7c+/8a che ha trovato impavidi ripetitori (Ricca, Gibbo e Stefano Scollo, Berna e Maurizio Tufoni).

In questi pochi anni a Gibbo e Leandro si sono affiancati spittatori occasionali e altri più assidui che hanno dato il loro contributo alla nascita di nuove vie: oggi sono oltre 110 e la falesia offre ancora spazi.

Così dietro lo spigolo ci attendono nuove rocce che devono solo essere pulite, provate e spittate,
ma questa è un'altra storia.....


Diana Botticelli


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